Studio preliminare gratuito per tetti da 5.000 mq in su, anche sommando più capannoni Numero verde 800 955 358WhatsAppinfo@affittotettoperfotovoltaico.it

Il percorso, senza zone grigie

Come funziona l’affitto del tetto per il fotovoltaico, tappa per tappa

Sei passaggi, dal primo contatto al contratto definitivo. Per ciascuno ti diciamo chi fa cosa, chi paga, che cosa ti viene chiesto e in quale momento ti impegni davvero.

Studio preliminare gratuito
Tetti da 5.000 mq in su, anche sommando capannoni vicini.

Chiama 800 955 358WhatsApp
Posa dei moduli fotovoltaici sul tetto di un capannone

In sintesi

Ci indichi la superficie del tetto e poche altre informazioni; noi facciamo uno studio preliminare gratuito. Se il tetto rientra nei nostri parametri ti proponiamo una lettera di intenti (LOI) con l’offerta economica. Se la accetti, investiamo nel progetto e nella richiesta di preventivo di connessione al gestore di rete. Se il preventivo è congruo si firma un contratto preliminare dal notaio, si ottengono le autorizzazioni e si stipula il diritto di superficie per 25 o 30 anni.

Fino alla firma della LOI non ti impegni a nulla. Dopo, l’unico impegno è non avviare trattative con altri operatori per la durata dell’accordo: è la garanzia che ci permette di investire sul tuo tetto. Hai dubbi su una tappa? Chiama il 800 955 358.

Tappa 1 · Il primo contatto

Puoi chiamarci al numero verde, scriverci su WhatsApp o compilare il modulo. Per una prima valutazione bastano tre informazioni:

  • la dimensione del tetto, anche approssimativa; se sono più capannoni vicini, la somma delle superfici;
  • se c’è amianto in copertura (sì, no, in parte, non so);
  • la distanza da una cabina elettrica di E-Distribuzione, Terna o del distributore locale: è facoltativa, ma ci aiuta molto.

Dopo l’invio ti richiamiamo per qualche chiarimento: chi è il proprietario, se ci sono mutui o inquilini, com’è fatta la copertura. Se il tetto è promettente ti chiediamo visura e dati catastali.

Tappa 2 · Lo studio preliminare gratuito

Verifichiamo il tetto rispetto ai nostri parametri: superficie utile, orientamento, ombreggiamenti, stato della copertura, vincoli urbanistici e paesaggistici, capacità della rete elettrica nella zona. Lo facciamo da remoto e, se serve, con un sopralluogo.

Lo studio è senza costi e senza impegno. Se l’esito è negativo te lo diciamo chiaramente e ti spieghiamo perché: a volte basta aggiungere un capannone vicino o attendere un adeguamento della rete per riaprire il discorso.

Tappa 3 · La lettera di intenti con l’offerta

Se lo studio è positivo ti inviamo una LOI in cui trovi l’offerta economica per il diritto di superficie, la durata (25 o 30 anni) e la formula di pagamento: compenso annuale oppure attualizzato in un’unica soluzione. Approfondisci la differenza nella pagina sul compenso.

Cosa comporta firmare la LOI. In sintesi ti impegni a non avviare altre trattative sul tetto per il periodo indicato. È la condizione che ci permette di sostenere i costi delle tappe successive, tutte a nostro carico.

Tappa 4 · Progetto preliminare e preventivo di connessione

Con la LOI firmata prepariamo a nostre spese il progetto preliminare dell’impianto e chiediamo al gestore di rete competente il preventivo di connessione. È la tappa più lunga, perché i tempi dipendono dal gestore, ed è quella che decide la fattibilità: senza una connessione a condizioni sostenibili l’impianto non si può fare.

Durante l’attesa non devi fare nulla. Ti teniamo aggiornato e ti avvisiamo appena arriva la risposta.

Tappa 5 · Il contratto preliminare dal notaio

Se il preventivo di connessione è congruo, le parti firmano un contratto preliminare davanti al notaio. Il preliminare fissa le condizioni del futuro diritto di superficie e permette di avviare l’iter autorizzativo dell’impianto. Per gli impianti sui tetti l’iter è di norma più veloce rispetto agli impianti a terra.

Se la copertura contiene amianto o va rifatta, in questa fase si pianificano anche i lavori, che anticipiamo noi e scaliamo dal compenso.

Tappa 6 · Atto definitivo, cantiere e compenso

Ottenute le autorizzazioni si stipula l’atto che costituisce il diritto di superficie, trascritto nei registri immobiliari. Poi si eseguono gli eventuali interventi sul tetto e si costruisce l’impianto, coordinando il cantiere con l’attività che si svolge nel capannone.

Da quel momento la gestione, l’assicurazione e la manutenzione dell’impianto sono nostre per tutta la durata. Tu ricevi il compenso nella formula scelta.

Chi fa cosa: il quadro d’insieme

TappaCosa fai tuCosa facciamo noiCosti
1 · ContattoDai superficie, amianto, distanza cabinaTi richiamiamo e chiariamo la situazioneNessuno
2 · StudioInvii visura e dati catastaliAnalisi tecnica, urbanistica e di reteNessuno
3 · LOIValuti l’offerta e decidiFormuliamo l’offerta scrittaNessuno
4 · ConnessioneNulla, attendiProgetto preliminare e richiesta al gestoreA carico nostro
5 · PreliminareFirmi dal notaioFirmiamo e avviamo le autorizzazioniA carico nostro
6 · DefinitivoFirmi e incassiLavori, impianto, gestione 25–30 anniA carico nostro; eventuale bonifica anticipata e scalata dal compenso

Domande frequenti

Posso ritirarmi dopo aver firmato la lettera di intenti?

La LOI ti chiede soprattutto di non trattare con altri per il periodo indicato. Le condizioni precise sono scritte nella lettera stessa: leggile con calma, anche con il tuo consulente, prima di firmare.

Chi sceglie il notaio?

Il notaio si concorda tra le parti. Le spese degli atti e la loro ripartizione sono indicate negli accordi.

Devo essere presente durante il cantiere?

No. Concordiamo con te accessi, orari e aree di cantiere in modo da non intralciare l’attività nel capannone.

E se il preventivo di connessione non è congruo?

In quel caso il progetto non può andare avanti e l’accordo si chiude come previsto nella LOI. Le spese sostenute fino a quel momento restano a nostro carico.