Le due formule in parole semplici
Compenso annuale
Ricevi una somma ogni anno per tutta la durata del diritto di superficie, 25 o 30 anni. È una rendita: entrate regolari e prevedibili, scritte nel contratto, che non dipendono da quanta energia produce l’impianto.
Compenso attualizzato
Ricevi in un’unica soluzione il valore attuale dei compensi futuri. “Attualizzare” significa calcolare quanto valgono oggi dei soldi che arriverebbero tra 5, 10 o 20 anni: un euro incassato oggi vale più di un euro incassato nel 2050, perché puoi usarlo o investirlo subito. Per questo la somma attualizzata è inferiore alla somma aritmetica di tutte le annualità, ma è disponibile da subito.
Non pubblichiamo cifre perché il valore dipende da posizione, superficie, stato del tetto, rete elettrica e prezzi di mercato della zona. L’offerta, in entrambe le formule, la ricevi per iscritto nella lettera di intenti dopo lo studio preliminare gratuito.
Le domande da farsi prima di scegliere
| La tua situazione | Tende a favorire | Perché |
|---|---|---|
| Hai un progetto da finanziare ora (ampliamento, macchinari, riduzione di un debito) | Attualizzato | Liquidità immediata senza chiedere credito. |
| Cerchi un’entrata stabile per coprire costi fissi dell’immobile | Annuale | Il compenso accompagna negli anni manutenzione, imposte, assicurazioni. |
| Pensi di vendere il capannone nei prossimi anni | Da valutare | Con l’annuale la rendita passa al nuovo proprietario; con l’attualizzato l’hai già incassata. Vedi vendita ed eredità. |
| Il capannone è di più comproprietari o eredi | Spesso attualizzato | Una somma unica si divide una volta sola, senza gestire quote per 30 anni. |
| La copertura va bonificata o rifatta | Entrambe | Il costo dei lavori, anticipato da noi, viene scalato dal compenso secondo quanto previsto nell’accordo. |
| Hai una società immobiliare o una holding di famiglia | Da valutare | Conta la pianificazione fiscale e patrimoniale: parlane con il tuo commercialista. |
25 o 30 anni?
La durata si sceglie insieme e tiene conto della vita utile dell’impianto e delle condizioni del tetto. Una durata più lunga distribuisce l’investimento su più anni; una più breve ti restituisce prima la piena disponibilità della copertura. A fine durata l’impianto viene rimosso secondo quanto previsto dal contratto, oppure le parti possono accordarsi diversamente.
Il compenso dipende dal sole?
No. Il rischio di produzione è nostro: se un’estate è nuvolosa o l’energia vale meno, il tuo compenso non cambia. È uno dei motivi per cui il diritto di superficie piace a chi ragiona in ottica patrimoniale: trasforma un rischio industriale in una entrata contrattuale.
E le tasse?
Il trattamento fiscale delle somme ricevute per la costituzione di un diritto di superficie cambia a seconda che il proprietario sia una persona fisica, una società o un’impresa agricola, e a seconda della formula di pagamento. Non esiste una risposta valida per tutti: prima di scegliere, confrontati con il tuo commercialista. Noi ti forniamo tutta la documentazione e le simulazioni delle due formule per permettergli di fare i conti.
Domande frequenti
Posso cambiare formula dopo aver firmato?
La formula si sceglie prima della firma del contratto. Se hai dubbi, chiedici di indicare entrambe le opzioni nella lettera di intenti.
Quando ricevo il primo pagamento?
Tempi e modalità di pagamento sono scritti nella lettera di intenti e nel contratto, sia per la formula annuale sia per quella attualizzata.
Il compenso annuale è rivalutato nel tempo?
Eventuali meccanismi di adeguamento sono una delle condizioni dell’offerta e vengono indicati per iscritto nella LOI.
Esiste un compenso minimo garantito?
Il compenso è quello stabilito nel contratto e non dipende dalla produzione dell’impianto. Non è legato a percentuali sull’energia venduta.
