Subito: tre informazioni
- Dimensione del tetto in metri quadrati. Va bene anche una stima: lunghezza per larghezza del capannone. Se sono più edifici vicini, indica ciascuno.
- Presenza di amianto: sì, no, in parte, non so. Se non lo sai, nessun problema: lo verifichiamo noi.
- Distanza da una cabina elettrica (facoltativa): una cabina di E-Distribuzione, Terna o del distributore locale nel lotto o nelle vicinanze. Se c’è una cabina di consegna nel tuo stesso lotto, dillo: è un’informazione preziosa.
Puoi darci queste informazioni al numero verde 800 955 358, su WhatsApp o con il modulo.
Dopo la prima telefonata: i dati catastali
- Visura catastale dell’immobile, oppure comune, foglio e particella (li trovi anche su un vecchio atto o sull’avviso IMU);
- planimetria o un’immagine aerea con i capannoni evidenziati, se disponibile;
- indicazione di eventuali comproprietari, mutui, leasing o contratti di locazione in corso.
Suggerimento: su WhatsApp puoi mandarci anche una foto della visura o uno screenshot da una mappa satellitare con il tuo capannone cerchiato. Per il primo studio basta.
Più avanti, se lo studio è positivo
- titolo di provenienza (atto di acquisto, successione, donazione);
- pratiche edilizie del capannone e, se disponibili, collaudo e documentazione strutturale;
- eventuali certificazioni o piani di monitoraggio dell’amianto;
- documenti dei proprietari o della società proprietaria (visura camerale, poteri di firma);
- se c’è un mutuo, i riferimenti della banca per la richiesta di assenso (come funziona).
Non serve raccogliere tutto subito: ti diremo noi cosa ci serve e quando. Se un documento manca, spesso possiamo recuperarlo noi con una delega.
Perché non chiediamo i documenti nel modulo
Vogliamo che il primo passo sia leggero. Molti proprietari non hanno la visura a portata di mano, e non ha senso chiederla prima di sapere se il tetto rientra nei parametri. Dopo l’invio del modulo ti richiamiamo per qualche chiarimento e ti diciamo esattamente cosa mandare.
